TOP
Tutor virtuale

Il tutor virtuale: un sostegno a portata di “clic”

È stato presentato da poco, dalla Camera di Commercio della Romagna, il progetto “Tutor virtuale”, finalizzato a costituire un collante tra mondo del lavoro e università. 

Può sembrare banale, o può parere l’ennesima volta che si parla di “legare” il percorso in ateneo a quello nell’universo delle professioni. Ma, a parte il fatto che di alcuni argomenti non si discute mai abbastanza, c’è anche da osservare che ogni epoca ha i propri strumenti e le proprie strategie per ovviare ad un problema. Nell’era del digital e della realtà virtuale, è giusto che si sperimentino strade nuove ed alternative per facilitare il “salto” dei giovani dallo studio all’impiego.

Tutor virtuale: da un box in Dipartimento allo schermo di un cellulare

È decisamente una buona idea quella secondo la quale i ragazzi non debbano più recarsi in Dipartimento, o in una sala professori, quando hanno un appuntamento con il loro tutor. Quando qualcosa può esser reso più light, è positivo che questo passaggio venga fatto. Ebbene, la Camera di Commercio della Romagna, insieme a varie imprese del territorio e alla cooperativa riminese “La Formica”, nota per il proprio impegno a favore di una sempre rinnovata cultura imprenditoriale, ha messo su un progetto che spinge proprio in questa direzione. Si tratta, in pratica, di creare una “stanza” virtuale, un “flusso digitale autonomo” che mette in rete impresa, scuola e università: più precisamente 30 studenti – dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e di altri atenei regionali – saranno messi in connessione con 15 imprenditori locali. Ci saranno dei momenti prestabiliti in cui i ragazzi potranno confrontarsi con i loro tutor sullo screen.

Un vantaggio per tutti

Come illustra Mirca Renzetti, vicepresidente della CdC Romagna, ciò che si costituirà sarà un “portale lavoro” all’interno di una community. Studenti e imprenditori avranno la possibilità di scambiarsi anche documenti, link, materiale su master, corsi, professioni, aggiornamenti, ecc. I Tutor mostreranno agli iscritti alla community le competenze più ricercate nel mondo del lavoro, chiariranno dubbi, potranno anche far eseguire ai ragazzi dei tasks (compiti da portare a termine attraverso un software). Non si tratterà di una alternanza tra studio e lavoro, ma di uno “studio” di ciò che “è il lavoro”. Si parlerà, sul portale, di parità di genere, di transizione digitale (appunto…), di passaggio al green, aprendo per ogni “finestra” un dibattito. E’ chiaro, anche se non lo si ripete mai troppo, che l’incontro degli imprenditori con i ragazzi è una opportunità in primis per le aziende stesse, che solo attraverso tale confronto possono assicurarsi competenze future di alto profilo.