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Archeologia subacquea

Il corso di Archeologia Subacquea dell’Università di Bari

Tra gli insegnamenti universitari attivati negli ultimi anni spicca un percorso semestrale di sicura “presa” e suggestione culturale, nell’ambito dell’area umanistico-archeologica. Si tratta di Archeologia Subacquea. Bari, una delle porte dell’Adriatico, può vantarlo tra le sue proposte formative. 

L’immagine classica è quella di un sub che “danza” tra labirinti di mura, sul fondo del mare, con le sue pinne dal movimento così fluente da parere code di sirena. Ma ciò che attira l’attenzione di tanti, in questi video, sono proprio le pietre incastonate nel fondale marino. A molti le pietre “parlano”: in città o in aperta campagna, in mezzo al frastuono delle auto o col vento che è l’unica voce ad abbracciarle col suo sibilo. In fondo al mare, col silenzio più assoluto, probabilmente anche le antiche mura posseggono un’“altra” voce. 

Le finalità del corso di Archeologia Subacquea

Il corso di Archeologia Subacquea, come illustrato dal Dipartimento di Archeologia dell’Ateneo barese, ha lo scopo di fornire una conoscenza teorica sui metodi fondamentali e le pratiche della ricerca sui Beni culturali costieri e subacquei, con particolare riferimento a quelli territoriali e adriatici, con approfondimenti sulle infrastrutture costiere – come porti, approdi, ancoraggi, luoghi della costruzione navale – e sulle forme di sfruttamento della costa – come impianti di itticoltura, peschiere, cave, aree di culto, grotte-rifugio -. Un’attenzione particolare è dedicata all’archeologia navale e del commercio – mezzi di navigazione, principali rote marittime, relitti e relativi carichi, giacimenti subacquei marittimi, fluviali, lagunari, connessi anche alle dinamiche del paesaggio antropico (gli insediamenti umani) -. 

Dal teorico al pratico

Il corso prevede anche uno stimolante percorso “pratico” attraverso «esercitazioni di documentazione dei siti costieri e subacquei, con schedatura dei contesti e interpretazione della cultura materiale legata ai luoghi dello scambio e delle infrastrutture portuali». Interessante e fondamentale è la presentazione dell’obiettivo dell’autonomia di giudizio «sulla conoscenza storico-critica e sulle strategie per la ricostruzione dei paesaggi archeologici costieri». Essa viene sviluppata attraverso seminari di approfondimento sul patrimonio culturale sommerso. Davvero un universo da conoscere da cima a fondo, senza che mai si esaurisca. Un corso sembra anche poco… il materiale è immenso. Ma meno male che c’è!