TOP
Centro Internazionale di Studi Gioachimiti

Il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti: quarant’anni di approfondimenti sull’abate Gioacchino da Fiore

Il 2 dicembre di quest’anno il Centro di Studi internazionale Gioachimiti, una delle eccellenze della filosofia e della medievalistica calabrese ed italiana, compie quarant’anni di attività. Dal 1982 il Centro ha organizzato 9 Congressi Internazionali e circa 800 seminari in Italia e in Europa, ed ha curato 70 pubblicazioni.

E’ un “compleanno” che riguarda tutti i docenti ed i ricercatori di Storia e di Filosofia Medievale (ed in generale di Medievalistica) quello che si festeggia quest’anno a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. L’abate Gioacchino, “di spirito profetico dotato”, secondo le parole di Dante nel Paradiso, è in realtà una figura che va ben al di là della propria epoca, il medioevo cristiano. La sua “posterità spirituale” – per come si espresse Henri de Lubac, uno dei massimi studiosi di filosofia medievale del XX secolo – arriva a toccare e penetrare, in qualche modo, tutte le grandi costruzioni teoriche di “filosofia della storia”, comprese quelle di Hegel e di Karl Marx.

Dal cuore del Medioevo una riflessione che permea tutto il pensiero occidentale: l’esempio del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti

L’“attualità del Medioevo” è un concetto che è certamente caro a tutti gli studiosi dell’era che, nella storia della cultura, possiede la suggestiva denominazione di “età di mezzo”. Chissà quanti, tra i docenti e i ricercatori che ci leggono, si sono avvicinati a questa lunghissima parentesi del tempo, all’inizio, anche solo grazie al suo “nome”, che reca in sé qualcosa di potente ed arcano. Il Medioevo, come gli studiosi sanno – anzi, è una loro battaglia personale il farlo comprendere a tutti – è un’era culturalmente luminosissima, che ha prodotto, tra gli innumerevoli “contenuti umani” da menzionare, i Comuni, un’opera come la Commedia di Dante, gli esordi della lingua italiana, i cicli di Giotto, una riflessione politica profondissima sui rapporti tra potere laico e religioso. Anche il teologo e abate calabrese Gioacchino da Fiore (1135-1202) è uno dei “gioielli preziosi” di questi secoli di luce.

Gioacchino da Fiore tra Ottocento e Novecento

Il pensiero di Gioacchino da Fiore è certamente un “diamante” incastonato tra le mura della propria epoca. Ma questo vale per ogni pensatore ed autore, nella storia della cultura. La “cattedrale” del pensiero gioachimita è dunque prettamente “cristiana”, anzi assolutamente “biblica” nel suo costruirsi. L’abate fondatore dell’Ordine Florense parte dallo studio analitico delle concordanze tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Il suo “sistema” conclusivo è, invece, assolutamente “trinitario”, quindi legato ad un dogma cristiano. Il risultato, però, del suo sforzo, cioè la suddivisione della storia in tre età (del Padre, del Figlio e dello Spirito), in realtà immette nelle vene del pensiero la concezione dialettica del tempo. Un tempo storico che scorre verso un fine predeterminato, attraverso un processo necessario di epoche di segno diverso che “si tuffano” l’una nell’altra. Sul sito del Centro sono disponibili molti contenuti, ed è acquistabile il volume degli Atti dell’ultimo Congresso del 2019.