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I test d’ingresso all’Università, tra numero chiuso e prove “anticipate”

Siamo a maggio, nel cuore della primavera, ma per tantissimi ragazzi tra i 17 e i 19 anni questo è anche il mese delle prove d’esame e delle prime decisioni sul futuro. C’è la Maturità, ma non solo: per tante facoltà universitarie c’è anche da preparare i test d’ingresso. 

La Maturità segna, per gli studenti dell’ultimo anno di ogni istituto superiore, un momento emotivamente carico e, perché no, simbolico. Per questi ragazzi, nel pieno dell’adolescenza, la Maturità è la prima “prova di vita” di fronte al mondo adulto, rappresentato dalla Commissione. Una prova di “preparazione culturale”, di volontà, di coraggio, vissuta spesso con molta tensione dagli studenti. Per questo è certamente molto pesante, per i ragazzi, dover moltiplicare gli sforzi per farsi trovare pronti anche all’“appuntamento” con la scelta della Facoltà, che per tanti corsi di laurea non sembra lasciare spazio a troppi ripensamenti o a lunghe riflessioni, visto il passaggio attraverso i test d’ingresso. Superare la prova di maturità, convincersi di una scelta per il futuro, studiare per il test, superarlo. A noi sembra un po’ troppo questa corsa a ostacoli contro il tempo. Ma purtroppo per ora funziona così. E, dopotutto, le risorse dei ragazzi sono tante. 

Test di ingresso: il problema del numero chiuso

Gli studenti che vorranno iscriversi ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, Scienze della Formazione Primaria, o nei vari corsi delle Professioni Sanitarie, dovranno affrontare i test. Per questi percorsi di studi è lo stesso Ministero dell’Università e della Ricerca a fissare il numero di posti disponibili. Il motivo di agitazione maggiore, per chi vuole immatricolarsi, è qui costituito dal fatto che solo un tentativo è previsto per l’ingresso. A questo proposito, però, c’è una buona notizia: la ministra Maria Cristina Messa ha anticipato che dal 2023 l’accesso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia si trasformerà in un percorso. «Al posto del “quizzone” ci sarà un test di orientamento e ingresso che potrà essere ripetuto» ha spiegato la ministra. Dunque più posibilità…e forse una maggiore serenità. 

Dove la regola è l’“anticipo”

Per quanto riguarda le Università private, che costituiscono una possibile opzione per tanti ragazzi, la “strategia” per evitare l’affollamento ai test è, spesso, l’anticipo delle date dei quiz stessi. Ad esempio, il test di Medicina per la “Cattolica” si è già tenuto a fine marzo; i quiz per il “San Raffaele” di Milano hanno avuto luogo invece tra fine febbraio e inizio marzo. Morale della favola: per entrare in questi Atenei bisogna studiare per i test prima di iniziare a preparare la maturità. Esiste anche il caso di facoltà che anticipano le selezioni addirittura al quarto anno delle superiori. E’ il cosiddetto “diploma sulla fiducia”. Tale “strategia” è portata avanti, ad esempio, dal Politecnico di Milano o dalla Bocconi. Chi supera il test, poi, confermerà dopo il Diploma la propria volontà di iscriversi. Decisamente niente è facile, per questi ragazzi. Ma noi siamo convinti delle potenzialità immense di questa generazione. 

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