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Approvata la proroga dell’anno accademico!

Dopo giorni di richieste e mobilitazioni, il Governo si mostra favorevole all’estensione dell’anno accademico. Una possibilità, e un sospiro di sollievo, per molti studenti rallentati dalle problematiche connesse alla pandemia.

Proroga approvata, ma cos’è successo?

Il rientro degli studenti in queste settimane non è stato semplice. Il caso generato dalle situazioni differenti per ogni ateneo in materia di Dad, didattica mista e didattica integrata non ha fatto altro che rallentare, ancora una volta, gli studenti nei propri studi. Anche per questo, nella giornata di oggi, l’associazione LINK Coordinamento Universitario aveva aveva organizzato un vero e proprio mailbombing per richiedere la proroga dell’anno accademico. Si leggeva sulla pagina Facebook dell’associazione che la proroga “resta una necessità. Le difficoltà legate alla crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo non sono finite, come per gli anni precedenti il semestre bonus è una misura necessaria per non far pesare la situazione sulle spalle dell3 student3.” 

Il parere favorevole

Ad annunciare la vittoria la stessa associazione sulla propria pagina Facebook, con questo comunicato: 

“Dopo aver presentato tramite alcun3 parlamentari degli emendamenti al decreto Milleproroghe, il governo da parere favorevole all’estensione dell’anno accademico 20/21 fino al 15 giugno! Il parere favorevole del governo è solo un primo, importante, passo verso l’approvazione. Ora la palla è nelle mani dei parlamentari che devono approvarla. Tale proroga rappresenta solo un primo passo per venire incontro alle necessità del3 student3 che si ritrovano a gestire i disagi derivanti dalla crisi pandemica. Affinché la proroga dell’anno accademico sia davvero utile, è necessario mettere in campo misure davvero compensative e funzionali a rispondere ai nostri bisogni. Starà agli atenei riuscire a garantire la reale accessibilità di questo semestre bonus tramite l’istituzione di sessione di esami e di laurea straordinarie e senza prevedere tasse aggiuntive per chi si laurea entro il 15 giugno.”

Almeno in questo, il Governo non si mostra cieco nei confronti delle esigenze reali degli studenti.