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DAD: come l’hanno vissuta gli studenti?

L’uscita del rapporto annuale di AlmaLaurea ha fotografato in maniera totale la situazione universitaria dell’ultimo anno. Viene da sé, dunque, che parte dell’impegno di AlmaLaurea sia stato dedicato a comprendere come gli studenti universitari abbiano vissuto il passaggio dalla didattica tradizionale alla Dad.

Medicina, lingue e design le più penalizzate dalla Dad

Per rispondere alla domanda del titolo possiamo, in primo luogo, analizzare come gli atenei tradizionale abbiano risposto a loro modo all’emergenza. Rispetto alle telematiche, gli atenei tradizionali si sono ritrovati impreparati, specialmente per questioni di natura logistica e di infrastrutture. Una corretta formazione a distanza, infatti, non si traduce semplicemente nel passaggio in digitale della didattica frontale ma una delle sue componenti è proprio di natura tecnico-organizzativa. Proprio su questo punto, il 30% degli intervistati (su un campione di circa 110mila laureandi) ha riscontrato evidenti difficoltà. I Dipartimenti più penalizzati sono, come si può immaginare, quelli con una forte connotazione frontale quali medicina, lingue e design. 

Connessioni deboli e software obsoleti

Gli studenti hanno lamentato in special modo problemi con la connessione internet. Una fetta piuttosto importante che comprende il 29,3% ha lamentato soprattutto connessioni lente se non del tutto assenti. È interessante notare come questi problemi siano stati affrontati diversamente in base all’ambito disciplinare di appartenenza. Problemi evidenti, ad esempio, li hanno riscontrati gli studenti di corsi di laurea in lingue o design, come accennato. Mentre gli studenti di ingegneria o informatica sono stati più capaci nel fronteggiare le difficoltà. Molto probabilmente per un discorso dic competenze tecnico-informatiche generalmente più avanzato, che gli ha permesso di farsi trovare già pronti al momento del passaggio.

Meno frequenti, ma non per questo meno diffuse, le problematiche riguardanti software obsoleti o non aggiornati per la gestione delle lezioni da parte di molti atenei. Se consideriamo anche una gestione dell’orario carente, che ha comportato un accavallamento delle lezioni, la percentuale arriva al 21,3%.

Dad: tra vantaggi e svantaggi

Visti i dati riportati, non sorprende che un 55% degli intervistati preferisca decisamente la modalità classica di insegnamento. Percentuale che sale soprattutto se prendiamo in considerazione gli atenei più piccoli, in cui i rapporti umani con compagni e docenti sono maggiormente favoriti: l’81,2% ha affermato di comprendere meglio gli argomenti delle lezioni in modalità classica, così come il 79,2% cha affermato che il rapporto con i compagni è parte fondamentale della vita universitaria. 

Tra i vantaggi comunque rilevati per la Dad troviamo la possibilità di rivedere le lezioni registrare (80,3%) e il non doversi recare forzatamente in sede per frequentare le lezioni (78,4%).